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Il Nocciolo è un
albero di antichissime origini, già noto al tempo dei Romani e dei
Greci per il potere cicatrizzante contenuto dal frutto. Alla fine '600
vennero impiantati al posto della coltivazione del gelso i primi
alberi di nocciole.
Nelle nocciole il 40% del contenuto lipidico è costituito da acidi
grassi monoinsaturi che contribuisce a mantenere il cosiddetto
"colesterolo cattivo" a bassi livelli, presentano un buon contenuto di
vitamina E e oligoelementi come ferro, rame, zinco e selenio
estremamente importanti per il corretto funzionamento cellulare, oltre
al potassio, fosforo, calcio, magnesio e sodio nonché alcune vitamine
del gruppo B, C e PP.
100 grammi di nocciole forniscono 650 Kcal. Nella Valle del
Picentino la Nocciola rappresenta la coltura più diffusa interessando
circa 3000 ettari, 1200 sono le aziende con circa 4000 le unità dedite
a questa coltivazione.
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Come si consuma: |
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La Nocciola
di Giffoni trova un ampio utilizzo in pasticceria, per la
preparazione di dolci e creme. |
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Come si conserva: |
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Le nocciole
in guscio vanno conservate in luoghi asciutti, freschi e
ventilati, senza particolari accorgimenti. |
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Come si produce: |
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Le
condizioni ambientali di coltura degli alberi destinati alla
produzione della Nocciola di Giffoni devono essere quelle
tradizionali della zona, atte a conferire al prodotto le sue
specifiche caratteristiche di qualità. Alla preparazione del
terreno, che avviene generalmente nel mese di luglio, segue la
rullatura, che serve a predisporlo alla raccolta meccanica,
effettuata con macchine aspiratrici o a mano. Il prodotto raccolto
viene separato dai corpi estranei e da nocciole sottocalibro e
quindi essiccato per portare il frutto a un’umidità del 5-7%.
Le nocciole destinate all’uso industriale sono, infine,
sgusciate con rulli e tostate in forni ventilati ad alte
temperature. |
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